martedì 20 gennaio 2015

giorni bui

Ciao a tutte.

Sono giorni difficili,tristi,un pò (molto) bui.
Ho tante scelte da prendere, sto cercando una stanza nella città dove studio ma dato che è piccolina e poco conosciuta sembra impossibile.. ho trovato un ottima offerta vicino alla facoltà il problema è che sarei in casa con due ragazzi e prima vorrei conoscerli,ma non mi alletta troppo la cosa, anche perchè fanno un corso diverso dal mio ma comunque di vista uno lo conosco e mi sembra un pò strano. Non lo so.. già che ho un grande stress a casa mia normalmente,non vorrei trovarmi male, datao il mio precario stato emotivo credo che crollerei in una situazione che si rivela poi, magari, solo un disagio e ulteriore tristezza.
Avrei solo bisogno di un ambiente calmo e tranquillo..
Quindi ci sto pensando ancora un pò,sto valutando,non lo so.

Purtroppo gli impulsi ad abbuffarsi si fanno sempre più forti e prepotenti, il corpo sformato, il viso triste, i pianti silenziosi e all'ordine del giorno, il dolore, il dolore è tantissimo,qui,dentro al petto,forte.
Io, ho una maledetta PAURA di me stessa, paura perchè so benissimo che io ci provo gusto a farmi male.
Con le abbuffate,con le relazioni,coi coltelli, con le punizioni.. e tutto il resto.
Io ho paura di me e ho bisogno di salvarmi da me, e la cosa che più mi fa incazzare, è quando mi accascio a terra con la bocca piena, e le mani pezzi di roba presa quà e là e le briciole ovunuque, e la mente è così maledettamente scollegata, e io mi dico che sono debole, me ne racconto tante, che sono fragile, stressata, che ho ristretto tanto e adesso basta, che tanto farò attività fisica, sostanzialmente che NON CE LA FACCIO.
Ed è una maledetta cazzata perchè io me ne racconto tante, la verità non è che non ce la faccio , è che mi GIUSTIFICO. che sono una maledetta stronza che non ha voglia di farsi il culo x i propri obiettivi, perchè è più comodo dire non ce la faccio, piangere dopo che è successo.
è tutto così MALEDETTAMENTE DIFFICILE...

I miei genitori cercando di aiutarmi, più urlo e gli dico di starne fuori dalla mia malattia più fanno peggio. Sono acida, una iena.
Mia madre credo non aspettasse altro, mi nasconde tutto, scene da panico, poi ride, si permette di ridere e dire cose assolutamente fuori luogo, ESEMPIO:
"a ma devi imparare a sopportare la fame,non puoi mangiare tutto."
IO-Tu,GRANDISSIMA STRONZA,dici a me di sopportare la fame? MA SAI QUANTA FAME IO HO SOPPORTATO? tu non ce la faresti mai,se tu avessi fatto la metà di quello che ho fatto io.-
"Ah si sei stata brava,guarda che brava che sei stata, adesso vedi come ti sei ridotta? Volevi fare la superiore volevi essere onnipotente e non ascoltavi nessuno e adesso guarda cosa sei diventata! Ti arrangi,non me ne frega nulla, adesso la sopporti ANCORA. "

Voi non potete capire che cosa sono state x me quelle parole, COSA SIGNIFICHI x me il mangiare, l'avere perso contro di lei, perchè ERA LA NOSTRA SFIDA....e stavo vincendo a carte scoperte...
e non posso permettere che LEI mi umili così, perchè LEI non deve entrarci in queste cose, perchè lei è il cibo che io non devo FARE ENTRARE.


Ieri mattina, vado in uni, (un h treno.), arrivo, lezione saltata, allora vado a vedere la casa, torno, treno un h, da sola,scendo in stazione, fame fame, compro del pane e della bresaola, butto mezzo pane, mangio la bresaola e meta pane,prendo un caffè, mi dirigo in macchina
Non voglio andare a casa, mi ficco in biblioteca .
La biblioteca è purtroppo una sorta di passerella di moda, il ritrovo dei fighetti e delle ragazze magrissime e perfette. quelle che sanno sempre cosa fare,cosa dire,che prendono voti fantastici e sono sempre in biblioteca a studiare,tra una pausa sigaretta e un caffè e l'altro, con i loro amici.
Quelle che ti sventolano lì il loro perfetto equilibrio,la loro vita perfetta,o almeno, la inscenano.

Vado a prendere in caffè,vado in bagno,cè uno specchio
Torno, inizio a piangere silenziosamente sul libro.
Fisso le slide, le cicche alla mente e la bottiglia d'acqua,
vorrei andare a casa vorrei sparire insieme al mio corpo....
Il pensiero del pane a pranzo mi rimbomba nel cervello, mi fotte i pensieri
inzia la lotta tra la parte che dice "studia,almeno studia" e la parte "ammazzati stronza,umiliati"

Sera,
esco vado a una riunione con gli scout. (si sono da poco in un gruppo scout.. ma anche lì è tutto un punto interrogativo)
Torno a casa, ho fame
quella fame che mi perseguita dalle 6 di mattina
mangio una mela.. ah no no, aspettate, inizia il rush,è finita, è arrivata tra noi la DROGATA . quella che ha bisogno di queste emozioni forti...
Quella che ha una tristezza infinita nel petto, che ha bisogno di amore, di essere salvata da qualcuno, che non si sà salvare da sola...
Epilogo:vomito letto.

A volte mi chiedo se sono più io la drogata o il ragazzo che mi piace, che è un ex eroinomane.
il problema è che io e lui siamo maledettamente simili.....

Vi stringo, vi abbraccio, vi voglio bene. a tutte.


4 commenti:

  1. Quello che hai scritto mi ricorda i "ragionamenti" (tra virgolette perché il termine implica una razionalità che mi mancava, decisamente) che facevo io. Dicevo sempre a Sandro che non potevo mangiare perché avrebbe significato darla vinta a mia madre... Ma a lei non interessava niente se non mangiavo, tanto meno se lo facevo. Non pensare a lei, quel che dice deve entrare da un orecchio ed uscire dall'altro. Pensa a te stessa.
    Il fatto che il ragazzo che ti piace sia un ex tossico gli dà la possibilità di capirti. Io stessa mi sono sentita compresa da persone con problemi di quel genere, in passato... E il fatto che sia un EX drogato dovrebbe darti uno stimolo in più, in quanto dimostra che è possibile cambiare ;)

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  2. Le tue parole, per quanto intrise di mal di vivere, sono preziose, un passo avanti importante... perché sono uno spiraglio, un grido d'aiuto, un desiderio di comunicare e comunicarsi agli altri.

    E nonostante tutto questo male fai progetti, per quanto a breve termine: frequenti l'università, cerchi un alloggio, entri in un gruppo scout... so che potresti dire 'sì, ma che senso ha se continuo a soffrire'.

    Ma io percepisco una speranza di vita, un desiderio di pace... non ho religione, ma una volta lessi di un santo - mi scuso, non ne ricordo il nome - che per tutta la vita prego di ottenere il dono di un'autentica, sentita fede... ciononostante, servì il suo dio fino alla fine.

    Lo stesso può valere per te.
    Ora non credi che ci possa essere un miglioramento... ma persisti.
    Vivi come se quella speranza, quel cambiamento fosse già in atto.
    Abbi il coraggio di meritare vita.

    Spegni il telefono, interrompi il filo diretto con l'ossessione, e fa' il miracolo.

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  3. Non ho molte parole per te, ma non sei senza speranza. Se continui a cercare di uscire dal fango, prima o poi il modo di issartene fuori lo troverai... Come dice Christiane, c'è un sottinteso messaggio di speranza nelle tue parole. Non so se davvero non puoi salvarti da sola, ma non devi smettere di provarci. Non puoi aspettare qualcuno...

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  4. Ciao, grazie davvero del tuo commento sul mio blog. Mi ha fatto molto piacere.
    Noto dalle tue parole tanta tristezza, tanta rabbia e confusione.. Posso capire le tue sensazioni, posso capire il dolore... Ti sono vicina!
    È complicato, ma devi riuscire a fermarti un attimo... Ha riflettere sui tuoi malesseri e vedere cosa si può risolvere. Se non si può risolvere nulla (è ovvio che lo starai pensando mentre leggi) ti consiglio di rifletterci veramente.... Altrimenti munisciti di volontà e inizia a migliorare il tuo aspetto esteriore. Sentirsi migliori a livello estetico non risolve i veri problemi, ma aiuta ad affrontarli. Iscrivi in palestra, cammina, vai dal parrucchiere... Stravolgi qualcosa. Si parte così per rivoluzionare la nostra vita! Fidati.
    Vedo che hai tanti progetti... Cerca di impegnarti, distraendoti dal cibo, in fondo non ti odi veramente.., è la malattia che porta ad odiarti.
    Un abbraccio.

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